Aritmia cardiaca: cause, sintomi e cure

Una condizione di alterazione del ritmo cardiaco come l’aritmia cardiaca identifica tre diverse anomalie che possono riguardare il battito del cuore. La prevenzione è fondamentale per prevenire aritmie pericolose e mantenere il cuore in buona salute.

Si parla di aritmia quando il cuore batte irregolarmente, se invece batte troppo velocemente si parla di tachicardia. Nel caso in cui invece batte troppo lentamente si delinea la condizione di bradicardia. In caso di aritmia si deve identificare se l’alterazione riguarda il nodo senoatriale: la zona del cuore da cui parte una corrente elettrica che fa contrarre il cuore. Come conseguenza non si verificano dei battiti cardiaci sufficienti. Così il ritmo del nodo senoatriale diventa anormale

Ma anche altre aree possono svolgere la funzione del nodo senoatriale. Quindi altre aritmie possono registrarsi in caso di interruzione nel circuito elettrico del cuore. Ne deriva una separazione nel battito dei ventricoli. Nei casi più gravi, i ventricoli non sono più in grado di battere. E si sviluppa la condizione di fibrillazione ventricolare. In tal caso, il cuore non riesce a pompare ed il paziente muore in tempi brevi.

Tra le cause più comuni di aritmia cardiaca ci sono motivi genetici. Alcune persone nascono con un ritmo cardiaco irregolare. Alcuni fattori possono favorire l’insorgenza di aritmia cardiaca come bel caso di abuso di: caffeina, tabacco, alcolici, farmaci, droghe. Ci sono poi delle cause patologiche, si tratta di alcune malattie del cuore che possono causare irregolarità nel battito del cuore. Tra le cause più comuni ci sono: l’infarto, la dilatazione del cuore causata da ipertensione, le disfunzioni tiroidee.

Quali sono i principali sintomi

In presenza di ritmo cardiaco irregolare si avvertono sintomi quali: palpitazioni, dolori lancinanti, tremolio, sensazione di cuore che non batte. In caso di episodi gravi, i soggetti possono sentirsi deboli ed avere vertigini.

Si possono distinguere diversi tipi di aritmia, anche se nella maggior parte dei casi si tratta di una condizione non pericolosa. In ogni modo, è bene rivolgersi al medico se si avverte un battito cardiaco anomalo perché anche se in rari casi l’aritmia può essere fatale. Senza trascurare il fatto che un battito cardiaco irregolare può compromettere la capacità del cuore di pompare abbastanza sangue e ciò incide sulla pressione sanguigna.

Talvolta la pressione del sangue può non essere influenzata, ma il sangue potrebbe non essere pompato in pieno ad ogni battito. Una condizione che causa la formazione di coaguli di sangue. Un fenomeno che si verifica in caso di fibrillazione atriale. Il rischio è che i coaguli di sangue formati nelle camere del cuore potrebbero liberarsi per arrivare sino al cervello. Questo espone ad un ictus.

Aritmia cardiaca diagnosi e trattamento

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Nella diagnosi delle aritmie cardiache sono utili gli esami strumentali tra cui l’elettrocardiogramma (ECG). Alcune forme non si possono rilevare con tale esame quindi si ricorre al monitoraggio Holter dove l’ECG si registra nel corso delle 24 ore. In caso di aritmia periodica, il soggetto deve indossare un dispositivo registratore. Quando avverte l’aritmia deve attivare il dispositivo per avviare un ECG. Il dato registrato così si trasmette per eseguire l’analisi. Durante la diagnosi è decisivo accertare cosa provoca l’aritmia cardiaca. Quindi si eseguono delle indagini più complete integrando i dati relativi a: cuore, pressione sanguigna, zuccheri nel sangue, livelli degli ormoni tiroidei.

Può essere utile uno studio elettrofisiologico, che si serve di un catetere che viene inserito attraverso un vaso sanguigno di un braccio o di una gamba, per arrivare al cuore. L’approccio terapeutico consiste nell’intervenire chirurgicamente, con varie procedure. Si può eseguire ad esempio la cardioversione elettrica, che consiste in shock elettrici per ristabilire il ritmo cardiaco. Invece in caso di ablazione si eliminano i circuiti elettrici anomali. Ma si deve inserire un catetere che da un vaso della gamba o del braccio arriva al cuore.

Se il ritmo cardiaco è troppo lento si impianta di solito un pacemaker. Invece se il ritmo cardiaco è troppo veloce si può impiantare un defibrillatore che avverte quando il battito supera una certa soglia. Così scatena uno shock elettrico al cuore che ripristina il ritmo nel range della normalità.

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