Autopalpazione: perché è importante farla e come eseguirla

Il primo mezzo per attuare la prevenzione del tumore al seno è offerto dall’autopalpazione ossia dall’autoesame del seno. Un metodo semplice che si può eseguire da sole per valutare la presenza di qualche segno anomalo. Con questo test di autovalutazione si mette in campo un valido strumento nella prevenzione del tumore al seno.

Anche se si deve precisare che nel corso della vita il seno delle donne subisce dei cambiamenti. Di fatto, in età fertile prevale la componente ghiandolare. Dopo la menopausa prevale invece il tessuto grasso. Malgrado tali modifiche della consistenza conserva la sua fisionomia di base. Ma è utile conoscere il suo aspetto normale per intervenire per tempo in presenza di un qualsiasi cambiamento sospetto.

Nella prevenzione del tumore al seno le donne possono ricorre all’autoesame che andrebbe eseguito a partire dai 20 anni di età. L’esame si articola in due fasi: l’osservazione e l’autopalpazione. In questo modo sarà possibile individuare eventuali segnali insoliti.

Gli specialisti raccomandano di eseguire l’autoesame con cadenza regolare. Una volta al mese per circa 15 minuti in momenti precisi. Infatti in età fertile si dovrebbe eseguire una settimana dopo la fine del ciclo, quando il seno è meno indolenzito e turgido. Anche in gravidanza o durante la menopausa si può svolgere questo esame di routine.

Fase di osservazione

Durane la fase di osservazione si deve verificare che non ci siano cambiamenti nella simmetria, nella forma e nelle dimensioni dei seni, sia di fronte che di lato. Inoltre si deve appurare che non ci siano alterazioni cutanee e del capezzolo quali: depressioni, ispessimenti, arrossamenti.

Si consiglia di partire dall’ispezione del busto posizionandosi davanti allo specchio. È necessario osservare le mammelle tenendo dapprima le braccia distese lungo i fianchi. Poi con le braccia in alto sopra la testa ed in seguito con le mani appoggiate sul bacino spingendo forte per contrarre i muscoli del petto.

Fase di autopalpazione

Durante la fase di autopalpazione bisogna verificare che non ci siano noduli nel seno o nella zona ascellare. Si deve dapprima partire dal seno destro, piegando il braccio destro dietro la nuca per palpare con delicatezza la mammella con la mano sinistra e le dita tese. Infine, bisogna stringere delicatamente i capezzoli tra le dita per appurare delle possibili fuoriuscite di liquido, siero o sangue. La stessa procedura si deve ripetere sul seno sinistro.

È possibile eseguire il test in posizione eretta, magari sotto a doccia poiché eventuali alterazioni si possono percepire meglio quando la pelle è umida ed i tessuti mammari rilassati dal calore.

In alternativa l’autopalpazione si può praticare in posizione supina, con un cuscino sotto la spalla. Quando il seno si distende è più semplice palpare in profondità. Se si rileva una discreta nodosità ed irregolarità delle mammelle non ci si deve allarmare perché è naturale. Anche il gonfiore e la consistenza molle prima o durante il periodo mestruale sono normali. Mentre si devono valutare alcuni segni più rilevanti.

Gli schemi di palpazione durante l’autopalpazione

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Comunque bisogna seguire dei precisi schemi di palpazione per esaminare il seno.

  • Movimento verticale, si inizia dall’ascella con movimenti lenti con le dita verso il basso fino ad arrivare sotto la mammella. È necessario muovere delicatamente le dita verso il centro e poi piano indietro verso l’alto. Si deve esaminare l’intera superficie della mammella.
  • Movimento circolare, si deve cominciare dal margine esterno del seno, muovendo le dita lentamente in cerchio. In modo da ruotare intorno alla mammella tracciando dei cerchi sempre più piccoli man mano che ci si avvicina al capezzolo. Per poi concentrarsi su di esso, in quanto 1/3 dei tumori si sviluppa nella zona dietro al capezzolo.
  • Movimento per quadranti, partendo dal margine esterno della mammella, si devono muovere le dita verso il capezzolo e poi verso l’esterno. È necessario palpare tutta la superficie della mammella. Meglio osservare una piccola sezione a forma di cuneo per volta, in modo da non trascurare nessuna area. In particolare, si deve fare attenzione al quadrante superiore esterno. Qui si sviluppa circa la metà dei tumori al seno.

Prevenzione secondaria radiologica

La presenza di noduli o di irregolarità sospetti deve spingere a rivolgersi al ginecologo o senologo per una visita. La prevenzione pima e la diagnosi precoce dopo sono importanti.

Anche la prevenzione secondaria radiologica è fondamentale dopo l’autopalpazione. Infatti sono utili degli esami più approfonditi tra cui l’ecografia mammaria e la mammografia. Nello specifico la mammografia può trovare noduli allo stadio iniziale, anche di soli 2-3 millimetri di diametro.

L’ecografia mammaria si consiglia alle donne in età inferiore ai 45 anni, la cui densità ghiandolare delle mammelle è prevalente. Questo esame andrebbe eseguito ogni anno, soprattutto per valutare l’aumento di qualche nodulo.

Mentre la mammografia in quanto esame radiografico è più efficace per rilevare lesioni tumorali piccole che l’ecografia non identifica. La mammografia è indicata a chi ha più di 45 anni. Perché il tessuto ghiandolare è sostituito dal tessuto grasso che è più molle.

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