HO CAPITO CHE NON MI VOLEVI BENE QUANDO…

HO CAPITO CHE NON MI VOLEVI BENE QUANDO…

Quando vogliamo bene a qualcuno, non possiamo nasconderlo. Ma c’è una linea sottile che differenzia i sentimenti che proviamo per l’altro. C’è una linea ben marcata che ci aiuta anche a comprendere le nostre emozioni.

Amare, dopotutto, significa prenderci cura dell’altro. Dobbiamo dimostrarlo, dobbiamo tenere a mente che non possiamo reprimere ciò che proviamo.

Se la persona che amiamo è lontana, ne risentiamo. Vorremmo sempre essere con lei, darle la mano, stringerla a noi. È nei nostri pensieri, in ogni filo nascosto. Si annida nei punti più reconditi della mente.

Anima, spirito, cervello, cuore… ogni parte di noi ne risente. La vicinanza ci aiuta, porta solo dei benefici alla coppia. E questo vale per l’amore e per l’amicizia, per ogni legame che avvicina due persone.

Tuttavia, voler bene e amare sono due sentimenti diversi. Sì, perché nel primo caso non avvertiremo un senso di pesantezza quando l’altro è lontano.

Certo, siamo contenti quando siamo vicini. E, come abbiamo detto prima, la vicinanza aiuta molto un legame. Eppure, non è la stessa cosa.

Cominciamo ad allontanarci quando sentiamo di non provare determinate sensazioni verso il partner o un nostro amico.

Le differenze in amore: ecco cosa sentiamo davvero per l’altro

In quel caso subentra un semplice sentimento legato all’indifferenza e al classico “voler bene”. Non c’è nulla di male, certo, ma abbiamo perso i nostri sentimenti. È come una classifica, in cui l’amore raggiunge il punto più alto.

Quante coppie si sono spezzate per questo motivo? È importante capire subito cosa sta succedendo dentro di noi, per evitare di lasciarci.

Esploriamo dentro di noi. Guardiamo l’altro: ha cambiato luce? Lo vediamo diverso? Ci batte ancora il cuore e soffriamo se non è con noi? In base alla risposta che vi darete, potrete capire molto e agire di conseguenza.

Basta un momento e il castello crolla. Le emozioni fuggono da noi, e l’amore muore.

Ho capito che non mi volevi bene, quando ti ho visto parlarmi con lo stesso distacco di chi sta decidendo cosa mangiare a pranzo.

Ho capito che non mi volevi bene, quando ti ho visto sputarmi addosso le mie fragilità, invece che sederti e provare a comprenderle.

Che non mi volevi bene, quando hai elencato le mie debolezze senza soffermarti sui punti di forza.
Ho capito che io invece ti volevo bene, quando sono rimasta zitta e avrei potuto parlare, vomitando a mia volta tutte le tue fragilità.

Che il bene non cambia la visione delle cose, ma cambia il modo di affrontarle.
Che, se vuoi bene a qualcuno, non lo calpesti mentre tiene la mano sul ciglio di un burrone.

Gli tendi la tua per farlo rialzare.
Serena Santorelli

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