Coronavirus: la disinfezione delle strade funziona davvero? I molti dubbi

Si dibatte molto in Italia, da quando è esplosa l’emergenza sanitaria, della disinfezione delle strade. Visto che ad oggi non ci sono conferme sulla sua efficacia. I Paesi di tutto il mondo, alle prese con la pandemia da Coronavirus da più di due mesi, si sono impegnati con vari mezzi per spargere grandi quantità di disinfettanti sulle strade. C’è chi interviene con mezzi meccanici, chi ricorre persino ai droni. Chi invece si limita ad affidare il compito della sanificazione a personale a piedi.

Eppure, l’agenzia stampa britannica Reuters ha segnalato come non ci sia alcuna prova scientifica che accredita la reale utilità della disinfezione delle strade. Anche perché si devono attribuire al Sars-Cov-2 le comuni caratteristiche dei virus. Che hanno bisogno di cellule viventi da infettare per la loro sopravvivenza. Il Covid-19 non è in grado di resistere per molto tempo sulle superfici e sugli oggetti. Infatti può sopravvivere solo qualche ora.

Ad oggi non si è dimostrato che si possa verificare un passaggio dalla strada alle scarpe e poi alle persone. Secondo il parere di molti esperti, abitualmente le persone non stanno a contatto diretto con la pavimentazione stradale. Ne deriva che è difficile che la trasmissione del Covid-19 possa avvenire così. Invece ci sono maggiori conferme sugli effetti negativi della sanificazione per l’ambiente e per la gente.

Questo perché durante la disinfezione delle strade si impiegano sostanze chimiche molto tossiche. Come ad esempio la candeggina o l’ipoclorito di sodio. In genere nelle soluzioni per sanificare la loro concentrazione è diluita. Ma quando entrano in contatto con i materiali organici presenti sulle strade si possono disperdere delle sostanze cancerogene. Queste molecole possono essere inalate da chi esegue la disinfezione e da chi transita sulle strade. Inoltre le molecole cancerogene sprigionate possono inquinare terreni e falde acquifere.

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Disinfezione delle strade per contrastare il Coronavirus

In tanti sostengono che sarebbe opportuno prendere delle altre misure per disinfettare gli ambienti più frequentati. Senza mai trascurare la costante igiene personale per proteggersi dal virus. Quindi è fondamentale indossare i dpi, ossia guanti e mascherine. Facendo poi attenzione a lavarsi le mani accuratamente e spesso.

Al momento ci si chiede se la disinfezione delle strade funzioni davvero. In quanto non ci sono prove che attestino che sia una misura utile contro il Coronavirus. A tal proposito, il ministero della Salute ha emanato una circolare su tale tema. In essa si ribadisce che mancano prove che confermino la sua efficacia. Perché si ribattono tra loro informazioni contrastanti.

Tra le questioni più dibattute c’è l’impiego di ipoclorito e la sua capacità di distruggere il virus su superfici esterne e nell’aria. Non è possibile appurare la reale efficacia delle procedure di sanificazione. Che utilizzano ipoclorito sul pavimento stradale. Inoltre il ministero della Salute segnala che il China’s Center for Disease Control and Prevention (CCDC), ha avvertito che le superfici esterne non devono essere di continuo cosparse con disinfettanti. Tale pratica potrebbe provocare l’inquinamento ambientale.

In Italia, non si segue una sola linea guida. Così le amministrazioni locali decidono in modo autonomo. In alcuni casi si rispetta la circolare, in altri invece si esegue la disinfezione delle strade con regolarità. Anche se dopo la pubblicazione della circolare si è registrato un calo di procedure di disinfezione. Si è passati alla sola pulizia senza usare i disinfettanti.

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