Farmaci scaduti: è davvero pericoloso assumerli?

Spesso si rivolgono quesiti a medici e farmacisti sui farmaci scaduti perché si è preoccupati di un loro eventuale uso. Secondo le linee guida non ci sarebbe alcun rischio legato all’uso di farmaci che hanno superato la data di scadenza. Non si prevedono degli effetti collaterali. Il solo inconveniente che si potrebbe avere è la riduzione dei suoi eccipienti. Quindi il loro effetto benefico diventa nullo.

I consumatori di fatto non vanno incontro ad effetti collaterali oppure indesiderati. Una conferma che arriva da diversi studi e varie sperimentazioni. Infatti da quanto ribadito da alcuni studi, il 90% dei farmaci, in particolare pillole e compresse, se si conserva in modo corretto resta efficace per anni.

Questi dati dunque rassicurano contro gli allarmismi resi noti dalle case farmaceutiche che hanno parlato di un loro deterioramento. La questione centrale riguarda la non efficacia del principio attivo dopo un certo periodo di tempo dalla produzione.

In base a quanto riportato su un documento ufficiale dell’autorità americana in materia di farmaci, la Food and Drug Administration, si sono contestate le date di scadenza. Questo perché le case farmaceutiche hanno l’abitudine di anticipare di circa tre mesi la data effettiva di scadenza. Ciò determina uno spreco immane di farmaci. Secondo i dati statistici ogni anno negli Usa si buttano nella spazzatura 60-70 miliardi di dollari in farmaci scaduti. Anche se potrebbero ancora essere usati. In media i farmaci hanno una durata compresa tra uno e cinque anni. Ma sulla loro durata effettiva gioca un peso rilevante la conservazione.

Alcune precisazione sul tema farmaci scaduti

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Una ricerca svolta dalla FDA ha ribadito che i farmaci conservati in buone condizioni si possono assumere anche diversi mesi dopo la loro scadenza. È emerso infatti che circa l’88% dei lotti di farmaci accumulati nei magazzini presentava ancora delle ottime condizioni. Che si conservano nel corso dei 66 mesi dopo la scadenza.

Ma esistono delle eccezioni di cui tener conto. Infatti i farmaci scaduti non conservano lo stesso livello di efficacia. In particolare, i presidi farmacologici a basso indice terapeutico che subiscono anche delle piccole diminuzioni di attività farmacologica possono provocare effetti collaterali.

Si possono riscontrare delle ripercussioni sullo stato di salute del paziente e sulla sua malattia. Quindi è bene non assumere se scaduti: gli anti-convulsivi, gli anti-coagulanti, i contraccettivi e gli ormoni tiroidei.

Negli altri casi non si riscontrano simili effetti. Quindi non si evidenzia alcun rischio se si assumono dopo la data di scadenza. Anche a distanza di mesi il principio attivo di varie medicine risulta funzionante. Invece non si registrano pericoli di tossicità. Inoltre non si rintracciano effetti collaterale o rischi di intossicazione.

È importante fare attenzione alla conservazione per non alterare gli eccipienti. Di fatto il deterioramento dei farmaci è dovuto a fattori quali: l’umidità, la luce diretta, le fonti di calore, le alte temperature.

Per conservare le medicine in modo coretto è bene custodirli in un posto asciutto e fresco. In ogni modo è bene seguire le indicazioni riportate sulle confezioni degli stessi farmaci.

In genere, i medicinali si devono conservare a temperature tra i 20 e i 25° C. Una maggiore attenzione si deve avere nei confronti di insuline o di vaccini. Questi prodotti infatti si devono conservare in frigo. Perché necessitano di una temperatura compresa tra i 2 e gli 8° C.

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