Incontinenza urinaria femminile: conoscerla per trattarla

L’incontinenza urinaria è un problema che colpisce soprattutto le donne. Questo disturbo femminile spesso altera la vita sociale e le attività quotidiane di molte donne. I soggetti più colpiti dal problema sono le donne dopo i 50 anni. Ma dopo i 75 anni, indistintamente uomini e donne, si trovano alle prese con tale disagio. Infatti i dati rivelano che un anziano su due deve fare i conti con questo problema.

Per quanto riguarda l’incontinenza urinaria femminile a venire colpite sono le donne dopo la menopausa. Dal momento che si registra un calo degli estrogeni. Questi ormoni tra le tante funzioni svolte sostegno il pavimento pelvico. Come conseguenza si verificano delle perdite di urina.

Tra gli altri fattori che favoriscono questo disturbo ci sono: le gravidanze, il sovrappeso, l’obesità. Si tratta di condizioni che tendono ad esercitare una certa pressione a livello della vescica. Un’altra comune causa che può provocare il problema è la stitichezza. Lo sforzo eccessivo e prolungato esercitato dai soggetti stitici può causare fiacchezza delle pelvi e calo degli organi.

Anche alcuni alimenti possono scatenare delle contrazioni muscolari involontarie con rilascio di urine. Bisogna fare attenzione a: cioccolato, spezie, bevande con caffeina, tè, alcolici. Dapprima le perdite involontarie di urina sono dei fastidi sporadici. Con il tempo o dopo un peggioramento il problema può evolvere in disagio psicologico.

Incontinenza urinaria femminile tipi e terapie

Si distinguono diversi tipi di incontinenza. Si definisce da sforzo o da stress, quella causata da un colpo di tosse o da una risata che esercita pressione sulla vescica. Invece l’incontinenza da rigurgito (overflow), si verifica se la vescica è troppo piena.

Quando il bisogno di urinare è improvviso ed incombente si parla di incontinenza da urgenza. La tipologia mista, si registra quando coesistono incontinenza da stress e da urgenza. Mentre il tipo funzionale colpisce chi non si riesce ad andare in bagno per tempo.

In base al tipo di incontinenza si può intervenire. Inoltre, il trattamento dipende dalla gravità e dalla causa. Se il problema non è grave si adotta un approccio comportamentale. Il soggetto deve bere un litro e mezzo di acqua al giorno per allenare la vescica con il blader training.

Il cui scopo è quello di rafforzare il pavimento pelvico. Inoltre può servire la fisiokinesiterapia, ossia una serie di esercizi di riabilitazione del pavimento pelvico. Questa pratica fisioterapica consente di rinforzare i muscoli e di trattenere le urine.

Un’altra opzione di cura è la stimolazione elettrica, durante la quale si introduce una sonda a contatto nel retto o nella vagina. Così si stimolano i muscoli del pavimento pelvico. In alcuni casi, la terapia riabilitativa è supportata da quella farmacologica. In particolare, i farmaci si prescrivono in caso di incontinenza da urgenza ed iperattiva, associata a problemi neurologici. Chi soffre di vescica iperattiva può sottoporsi a terapie iniettive di botulino somministrato con iniezioni intravescicali.

I soggetti che presentano forme gravi si trattano con la chirurgia. Tra i diversi interventi, quello più comune è lo sling pubo-vaginale. Così si riposiziona il collo della vescica e l’uretra nelle posizioni corrette, con sospensione del collo della vescica e correzione chirurgica del prolasso.

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