La fibromialgia: la malattia del dolore cronico diffuso

Si definisce fibromialgia il quadro clinico che prevede un dolore cronico diffuso. La malattia reumatica ha un’eziologia non certa. In più è difficile la diagnosi ed il trattamento. Per anni, i pazienti sono stati considerati dei psicosomatici. Inoltre sono stati etichettati come ansiosi e malati immaginari.

Questo perché mancavano delle conferme diagnostiche. I malati sopportano dei sintomi dolorosi ed una stanchezza cronica per tutta la vita. Come conseguenza molti pazienti cadono vittima di pessimismo e depressione. Il quadro clinico prevede dolore muscolo scheletrico generalizzato. Questo si localizza  presso i tessuti molli: muscoli, legamenti, tendini. In genere, l’esordio ha una sede limitata quale rachide cervicale e spalle.

La causa della malattia non è stata ancora del tutto capita. Una delle ipotesi più autorevoli è il meccanismo di centralizzazione del dolore. Alcuni soggetti hanno una ridotta soglia di sopportazione del dolore. La causa è un’anomalia nella percezione a livello del sistema nervoso centrale degli input somatoestesici. Tale genesi riguarda un’alterazione della soglia nocicettiva.

Si ipotizza anche la predisposizione genetica che causa anomalie dei recettori di serotonina e dopamina. I due ormoni prendono parte a processi di elaborazione del dolore. Così i soggetti sentono un senso del dolore amplificato a livello centrale.

Ad impedire la diagnosi di fibromialgia vi è l’assenza di specifici esami. Infatti mancano gli esami di laboratorio e quelli strumentali. Si avvia la diagnosi con le analisi di laboratorio: emocromo e Pcr. Mentre il soggetto si sottopone ad esami strumentali per la diagnosi differenziale. Così si scartano: l’artrite reumatoide, la polimialgia reumatica, la spondiloartrite. Come anche: il lupus sistemico eritematoso, l’ipo-iper paratiroidismo, la neuropatia.

Con l’individuazione dei Tender Points si hanno dei criteri diagnostici. Nel 1990 l’American College of Reumatology ha identificato 18 Tender Points. La determinazione dei Tender Points si combina con il questionario di valutazione del dolore.

La fibromialgia: come si diagnostica

I Tender Points si trovano sui due lati del corpo in modo simmetrico, corrispondo con:

  • la base del cranio vicino alla colonna vertebrale
  • la parte bassa del collo
  • il vertice delle spalle, zona posteriore
  • la zona tra clavicola e spina dorsale
  • la cassa toracica
  • il bordo esterno dell’avambraccio, sotto il gomito
  • l’area superiore dell’anca
  • la parte alta dei glutei
  • il ginocchio

Per confermare la diagnosi devono presentarsi nello stesso tempo 3 criteri. Quali: dolore diffuso in precise aree del corpo; sintomi caratteristici; durata dei sintomi da 3 mesi. I sintomi caratteristici sono: dolore, astenia, disturbi del sonno, disturbi cognitivi. Inoltre si hanno: cefalea; dolore facciale; sensibilità al tatto; intorpidimento. Ma anche: lombalgia; rigidità muscolare; crampi alle gambe; dolore addominale. In più: difficoltà di concentrazione, ansia, depressione, disturbi affettivi. Si parla di sindrome fibromialgica visti i sintomi del quadro clinico. Perciò serve un approccio di tipo multidisciplinare. Il malato entra nel setting dell’assistenza primaria. Così può contare su un team multiprofessionale.

Per gestire la malattia, l’European League Against Rheumatism sostiene il percorso di educazione del paziente. Allo stesso tempo si deve conoscere il trattamento. È utile l’attività educativa del personale sanitario verso i malati. Così si impara ad essere coscienti della patologia e la si affronta bene. L’approccio educativo insegna a convivere con il dolore e con i sintomi. In più, si insegnano ai malati strategie di coping.

Il trattamento prevede sia delle terapie farmacologiche sia delle cure senza farmaci. La pratica di attività fisica aerobica è utile. Servono poi delle cure riabilitative sul tono muscolare. Si consiglia un approccio di tipo cognitivo-comportamentale. Inoltre danno buoni effetti: l’agopuntura, la balneoterapia, l’ipnoterapia. Tra le altre opzioni di cura ci sono: la terapia iperbarica, il biofeedback, la psicoterapia. Mentre i farmaci si impiegano se i sintomi non migliorano con le altre terapie.

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