La morte di un genitore ci cambia la vita

La morte di un genitore è un trauma, un vero colpo al cuore, tanto da condizionare il resto della nostra vita.

Provoca un dolore lancinante proprio per questo motivo, se ne va una parte di noi. La morte di un genitore è una delle ferite più profonde della nostra anima. E queste lasciano dei segni indelebili.

Secondo un famoso psichiatra e scrittore le fasi che attraversa il dolore sono 5.

1-2 ) LO SHOCK E NEGAZIONE : che ci porta ad una negazione e ad una non realizzazione dell’evento. La morte di un genitore dà una sensazione di enorme vuoto e solitudine.

3 ) IL RIFIUTO: che si presenta per le cose che non abbiamo detto in tempo, per il sollievo, in caso di malattia, della fine della sofferenza ed il senso di colpa per provare questo sollievo. Iniziano i ricordi e le lacrime insieme a stanchezza emotiva e fisica.

4 ) LA RABBIA: iniziano le domande tipo: “perchè a noi?” senza trovare risposte come se fosse una vera e propria ingiustizia.

5 ) L’ACCETTAZIONE: in fase adulta questa arriva dopo poco tempo. Questo perchè spesso il genitore anziano e malato è sofferente e si riesce ad accettare la morte in quanto liberazione dal dolore. Il dolore resta ma alternato al piacere di non veder più soffrire qualcuno che amiamo.

Durante l’adolescenza è molto più complicato, in genere il figli adolescenti che perdono un genitore non lo accettano.

Non riescono a metabolizzare la morte di un genitore e evitano di parlarne compromettendo lo stato psichico.

Un errore comune nel caso di adolescenti è la pretesa che stia vicino all’altro genitore per dare sollievo.

Non considerando che quello che ha veramente bisogno di essere sollevato e capito è proprio il figlio. Nell’adolescenza i ragazzi subiscono delle trasformazioni importanti e questo li può danneggiare nello sviluppo emotivo. E’ importante che si dia a loro la possibilità di parlare del fatto e di aiutarli a metabolizzare la perdita. Nei bambini la situazione è molto complicata, è comunque necessario dire sempre la verità.

Questo deve essere fatto in modo molto tranquillo e possibilmente alla presenza dell’altro genitore. Il bambino vedrà crollare una realtà che fino a quel momento era la base della sua sicurezza. I genitori sono visti dai bambini come supereroi invincibili capaci di combattere qualsiasi cosa. Anche la morte.

Quindi si destabilizzeranno ed alle volte si colpevolizzeranno pensando che se ne sono andati per colpa loro. Sta a chi resta far capire col tempo al bambino che non è cosi’ ma sempre con sincerità.

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