Lupus: il quadro clinico della malattia autoimmune

Una malattia autoimmune come il lupus colpisce i soggetti predisposti geneticamente. Si caratterizza per l’aggressione degli antiautocorpi sul corpo stesso del paziente. Come conseguenza il quadro dei sintomi prevede: lesioni cutanee, dolori articolari, fotosensibilità.

In pratica, queste manifestazioni sono gli effetti dell’attivazione degli auto-anticorpi che come reazione immunitaria colpiscono diversi distretti anatomici. Tra le parti del corpo più colpite ci sono: la pelle, le articolazioni, i vasi sanguigni, il cuore, il cervello.

Si definisce malattia autoimmune quella condizione che causa un’anomala attivazione del sistema immunitario contro lo stesso organismo. Si innestano così processi di flogosi e danni di vario tipo a carico di tessuti ed organi. La letteratura medica identifica nelle donne i soggetti più a rischio. Con maggiore incidenza dei casi nelle donne di origine ispanica. Seguono poi le pazienti asiatiche e nativo americane.

Per quanto riguarda il picco della sua insorgenza l’età varia dai 15 ai 40 anni, per quanto riguarda il LES. Invece per gli altri tipi non sono evidenti delle differenze di genere o di età. Per identificare la malattia si parte dalla raccolta dei dati della storia clinica del paziente.

Si eseguono poi delle indagini di laboratorio che permettono di rilevare gli autoanticorpi nel sangue: gli anti-DNA e gli anti-ENA. Si esegue inoltre una biopsia del sangue ed una biopsia ai reni. Dal punto di vista terapeutico non sono disponibili delle cure risolutive.

Al momento, si possono solo tenere sotto controllo i sintomi ricorrendo a dei farmaci ad hoc. In genere, si impiegano i farmaci antinfiammatori ma anche quelli chemioterapici. Queste difficoltà di cura si ascrivono anche alla sua eziologia non certa. Ma si sa che esiste una predisposizione genetica rilevante.

Lupus: i vari tipi della malattia autoimmune

Dal punto di vista clinico, si classificano vari tipi della malattia in base alla sede colpita dai sintomi. Così si distingue la forma di lupus eritematoso sistemico noto anche come sistemico (LES). Questa declinazione della malattia autoimmune riguarda più parti del corpo. In tal caso il paziente presenta delle eruzioni cutanee su naso e guance. Con tipica estensione a forma a farfalla. A cui si associano sintomi come: la febbre, i dolori articolari, la debolezza, la fotosensibilità, l’irritabilità.

Invece il lupus eritematoso discoide (LED) si evidenzia con lesioni cutanee sul volto e su altre aree esposte al sole. Di solito i sintomi possono scomparire per poi ripresentarsi a distanza di anni. Nella maggior parte dei casi i pazienti colpiti dalla forma LED sviluppano anche il tipo LES.

Il lupus eritematoso cutaneo subacuto (SCLE) si manifesta con delle lesioni in zone cutanee esposte al sole. Queste tendono a lasciare delle cicatrici. Si parla di lupus eritematoso indotto da farmaci (DIL) se i sintomi si palesano dopo un uso prolungato di alcuni farmaci. In tal caso, i sintomi sono simili a quelli del LES. Ma tendono a scomparire se si sospende l’assunzione dei farmaci.

Esiste anche una forma neonatale, molto rara, che colpisce di solito i nascituri le cui madri erano affette da malattia autoimmune sistemica. Il neonato manifesta un eritema cutaneo simile al LES, ma anche alterazioni del sangue e del battito cardiaco. In caso di individuazione della malattia prima della nascita è possibile curarlo anche prima del parto.

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