Olio extravergine di oliva: come scoprire se è realmente buono

Tra i capisaldi della dieta mediterranea figura un’eccellenza agricola che può vantare anche il nostro Paese: l’olio extravergine di oliva. Questo prezioso ingrediente è ricco di sostanze nutrienti e salutari tra cui la quota preziosa di antiossidanti. Per tale ragione si fa riferimento a questo prodotto naturale con il termine di oro verde.

Per quanto riguarda l’olio extravergine di oliva italiano 100% si tratta di un prodotto protetto dal disciplinare della DOP così si tutela la sua origine, produzione e commercializzazione. La produzione di un olio di qualità deve rispettare diversi parametri che non tutti i produttori però seguono.

Infatti è diffusa la pratica delle truffe dell’olio, che portano sulle tavole degli italiani circa l’80% di olio contraffatto. Da quanto segnalato da Forbes, sul mercato italiano si trova dell’olio d’oliva italiano che però non lo è realmente, è invece prodotto da altri Paesi della comunità europea. Non mancano poi gli oli spacciati per italiani che invece sono stranieri.

Per tutelarsi contro questa pratica truffaldina si deve imparare a riconoscere un buon olio quindi attraverso una buona conoscenza non si viene ingannati. Infatti solo se si diventa un consumatore accorto e non sprovveduto si potrà evitare una simile truffa. Per poter riconoscere un buon olio extravergine di oliva e non cadere vittima degli inganni economici del mercato, si deve imparare a capire le caratteristiche di un buon olio extravergine di oliva.

Olio extravergine di oliva: non trascurare il prezzo che rivela la sua qualità

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Tra i parametri da valutare non si deve trascurare il prezzo. La qualità costa quindi non si può accettare un basso prezzo per un olio buono. Si considera non di qualità un olio a 3 euro a bottiglia, in quanto un olio extravergine di oliva di qualità non dovrebbe costare meno di 8-10 euro al litro.

Il listino dei prezzi del mercato italiano include tanti marchi a meno di questa cifra quindi è bene interrogarsi sul perché. La prima ipotesi è che forse non è 100% italiano, oppure non è prodotto in modo sostenibile per i raccoglitori di olive.

Per valutare le sue caratteristiche e la sua provenienza è bene non essere superficiali al momento dell’acquisto. Dunque si deve leggere l’etichetta con attenzione. Infatti è obbligatorio come disciplinare che nella label compaia l’origine del prodotto ossia il territorio da dove arriva. È bene quindi fare attenzione ai luoghi di produzione, soffermandosi anche sulla provenienza da eventuali regione che non fanno parte della filiera delle olive. Spesso in Italia i produttori più piccoli ed attenti sono soliti indicare anche singoli cultivar, quindi il consumatore viene informato sulle tipologie delle olive utilizzate per la produzione dell’olio che acquista.

Come si riconosce un olio di qualità: la degustazione

Per riconoscere l’olio extravergine di qualità si deve fare attenzione anche alle date. Quello buono di solito riporta due date sulla bottiglia: quella della produzione e quella indicativa di scadenza.

Si precisa che non si tratta di una vera scadenza ma di una pura e semplice indicazione sulla sua consumazione prima che inizi a degradare col tempo. In genere, si dovrebbe consumare il prodotto entro 18 mesi dalla produzione, circa un anno e mezzo.

Ma è sempre bene fare un controllo al momento dell’apertura della bottiglia, soprattutto se si avvicina alla scadenza. In tal caso si deve fare affidamento sui propri sensi. Per prima cosa si deve annusare e verificare il colore. Se non vi lascia soddisfatti non si deve buttare ma usare in modo sapiente. Ad esempio non si deve usare per condire a crudo, piuttosto si può utilizzare per la frittura o per ammorbidire le durezze dei piedi.

Un altro parametro importante che aiuta a riconoscere un olio extravergine di qualità è l’assaggio. Per poter capire se l’olio è buono in degustazione si deve prendere un bicchierino, coprirlo con la mano per qualche secondo mentre con l’altra lo si avvolge per scaldarlo un po’ in modo da far sviluppare il suo odore.

Si deve poi annusare e gustare un sorso rapido, succhiando l’aria dalla bocca come se si sentisse freddo. Con questo metodo di degustazione si testano i sentori più piccanti e freschi di un olio ed i sapori del suo bouquet. Con queste strategie, da tenere sempre a mente, è possibile fare un acquisto consapevole di un buon olio d’oliva italiano.

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