Polipo uterino: gli esami da fare, i sintomi e le cure migliori

Dal punto di vista medico, si definisce polipo uterino un tipo di escrescenza che si forma sull’endometrio o sulla cervice. Nella maggior parte dei casi si tratta di una formazione benigna di pochi millimetri. Solo in rari casi vanno incontro a degenerazione.

Sfociando poi in formazioni tumorali. In genere, tra i soggetti più colpiti ci sono le donne tra i 40 e 50 anni. Quindi si registra una più alta incidenza nel periodo della premenopausa. Invece si registrano meno casi dopo la menopausa ed in età adolescenziale.

Inoltre si possono presentare di nuovo nel tempo. Infatti tendono a riformarsi dopo l’asportazione di tipo chirurgico. Si ripresentano anche dopo una terapia di farmaci. Si possono formare delle protuberanze singole, doppie o multiple. Per quanto riguarda la composizione, i polipi sono ricchi di ghiandole e di mucose.

Si distinguono due tipi di polipi uterini. Quelli peduncolati, fissi sulla mucosa uterina mediante un peduncolo e possono protendere verso la vagina. Quelli sessili con base nella mucosa uterina non sporgono nella vagina.

Le cause di queste formazioni non sono certe. Si ipotizza che l’insorgenza di un polipo sia legata ad un’eccessiva crescita di cellule endometriali. Dovuta a delle alterazioni ormonali. In particolare, tali anomalie riguardano gli estrogeni.

Un’altra causa è stata identificata nella predisposizione genetica. Inoltre si segnalano come possibili fattori di sviluppo: le infiammazioni croniche, i traumi, le disfunzioni degli ormoni. In caso di comparsa di polipi le donne hanno sintomi quali: perdite; ciclo mestruale irregolare; mestruazioni dolorose; ipermenorrea; menorragia; dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali).

Polipo uterino e gravidanza

Tra le complicanze si hanno anche casi di infertilità. Infatti i polipi possono svilupparsi in modo da impedire il concepimento. O possono ostacolare la fecondazione. Nello specifico, la poliposi uterina può rendere impossibile l’impianto dell’embrione. Questo perché altera il rivestimento uterino. Che non è in grado di accogliere l’embrione e farlo sviluppare.

Nel caso di crescita nelle vicinanze dell’ingresso tubarico può inibire l’incontro tra lo spermatozoo e l’ovulo. Se le donne con poliposi sono alla ricerca di una gravidanza, si asporta il polipo. Anche in caso di problemi di infertilità si interviene.

Per poter avviare poi le procedure di fecondazione assistita. Le donne incinte possono venir colpite da tali formazioni. Ma in genere non si interviene. Si aspetta dopo il parto, perché nel corso della gestazione non costituisce un problema.

Per diagnosticare la poliposi uterina si fa un esame ecografico transvaginale anche in 3D. Si può anche eseguire un test radiologico come l’isterosalpingografia. Tra le altre opzioni ci sono l’isteroscopia ed il raschiamento. Con conseguente prelievo di un campione tissutale da esaminare.

Dopo aver accertato la presenza di polipi piccoli e benigni si prescrive una terapia farmacologica. Il medico consiglia dei farmaci progestinici o delle gonadotropine. Se invece i polipi sono grandi e dolorosi è necessario un intervento di rimozione. Si può anche eseguire l’isteroscopia, una tecnica non invasiva per asportare il polipo. Nei casi più gravi si esegue l’isterectomia: l’asportazione dell’utero. È necessario fare un’isterectomia se si accerta con l’esame istologico la presenza di cellule neoplastiche maligne.

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