Sindrome di Tourette: una malattia spesso non compresa

Pesa sulla Sindrome di Tourette un giudizio spesso sbagliato. In quanto si tratta di una malattia spesso non compresa. Questo perché si tratta di un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da un quadro di sintomi che possono generare ilarità.

Il disturbo di solito si manifesta durante l’infanzia o l’adolescenza. Quando si evidenziano dei tic motori e fonici. Spesso il malato esegue dei movimenti e dei suoni ripetuti, involontari e non controllabili.

Nell’immaginario comune la sindrome di Tourette si identifica con un disturbo che ha come suo tratto specifico quello di lasciarsi andare a parolacce e bestemmie incontrollate. Ma si tratta di una concezione sbagliata associata alla visione di alcuni film. Che hanno ritratto non correttamente la sindrome. Ma il quadro clinico della patologia è più complesso. Infatti, il fenomeno delle parolacce costituisce un sintomo marginale, quindi è un aspetto secondario.

Se si esaminano i dati sulla malattia si nota che la coprolalia è presente solo nel 2% dei pazienti tourettiani. Con il termine coprolalia si indica un comportamento compulsivo patologico. Che si esprime con il bisogno impellente di pronunciare parole o frasi dal contenuto volgare.

In genere, i pazienti tourettiani manifestano movimenti involontari, sopprimibili temporaneamente dalla volontà. Che variano nel tempo per intensità e caratteristiche. Mentre per quanto riguarda la produzione di suoni si tratta di espressioni variegate.

Sindrome di Tourette: eziologia e diagnosi

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Ancora oggi non è nota l’eziologia certa della sindrome di Tourette. Anche se si ipotizza che ci possa essere una predisposizione genetica. In base ai dati resi noti dall’AIST, Associazione Italiana Sindrome di Tourette, in Italia si contano circa 350.000 di malati. Che soffrono soprattutto di tic. La fascia dei bambini che soffrono di tic sono circa il 10-15%. La sindrome di Tourette colpisce dalle 3 alle 4 volte di più i soggetti di sesso maschile.

Di solito i primi episodi di queste contrazioni involontarie ed intermittenti si palesano intorno ai 6 anni. Ma si registra spesso una loro riduzione durante la crescita. Nella maggior parte dei pazienti, i tic spariscono o si riducono notevolmente. Dopo l’adolescenza, alcuni malati possono continuare a presentare i disturbi tipici della sindrome. Talvolta, i tic associati alla patologia possono andare incontro ad un peggioramento.

È difficile diagnosticare la patologia, non esiste un test oppure un esame strumentale specifico che permette di identificare la malattia. Per tale motivo i medici per formulare la diagnosi si affidano all’osservazione minuziosa dei sintomi. In più si seguono il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali dove si segnalano i criteri diagnostici relativi alla sindrome di Tourette.

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