Togliere le scarpe prima di entrare in casa: perché farlo

Per questioni igieniche e culturali è una pratica diffusa nel mondo quella di togliere le scarpe prima di entrare in casa. Un’abitudine che coinvolge non solo chi vive in casa ma anche agli ospiti. A coloro che sostengono questo rituale, fanno eco coloro che non apprezzano questa pratica. In Europa non esiste un unico comportamento sull’uso in casa delle scarpe. Ad esempio, in Austria ed in Germania l’usanza di togliere le scarpe è in voga. Non è raro che le persone si portino dietro le pantofole. In particolare i tedeschi indossano delle pantofole tradizionali (hausschuhe).

Anche in Olanda le pantofole sono popolari. In diversi Paesi dell’Europa dell’Est è una comune convenzione quella di togliere le scarpe prima di entrare in casa. È nota poi l’antica usanza di levarsi le scarpe in Giappone, per questioni rituali ed igieniche. Visto che si è soliti mangiare seduti a terra.

Anche le popolazioni indù prima di entrare negli edifici religiosi ed in casa si scalzano per rimuovere l’energia negativa. Nel mondo islamico per tradizione è una prassi lasciare le scarpe fuori di casa. Un rituale che si applica anche agli ospiti.

Tra le ragioni per cui si levano le scarpe in casa ci sono quelle igienico-sanitarie. Dal momento, che tra le suole delle calzature si annidano i germi ed i batteri. Come confermato da Jonathan Sexton, microbiologo ambientale dell’Università dell’Arizona. Lo studioso in un’intervista a “LiveScience” ha ribadito che in media ogni scarpa ospita decine di migliaia di batteri per centimetro quadrato.

Nella maggior parte dei casi si individuano soprattutto i batteri fecali. Tra cui l’Escherichia coli, il principale batterio che si insinua nelle suole. Alcuni ceppi di Escherichia coli provocano le infezioni gastrointestinali. Ma sono anche responsabili di infezioni del tratto urinario e di meningite.

Togliere le scarpe prima di entrare in casa

Un altro patogeno abituale delle calzature è lo Staphylococcus aureus, che causa infezioni a carico di: pelle, sangue e cuore. Sulla rivista Anaerobe si è illustrata una ricerca condotta su un campione di 30 famiglie residenti a Houston, nel Texas, dove si è scoperta la presenza del Clostridium difficile. In tal caso, il patogeno si è riscontrato in casa, negli abiti, negli oggetti di uso comune, nelle scarpe.

Si precisa che i rischi per la salute apportati da tale batterio sono ridotti per chi è sano. Come spiegato da Kevin Garey, professore all’Università di Houston College of Pharmacy, autore dello studio sul Clostridium difficile. Lo studioso infatti ha riferito che la quantità di batteri accumulata nelle scarpe è insufficiente a danneggiare la salute di una persona.

Inoltre si deve considerare un altro fattore che non espone all’azione nociva dei batteri. Il fatto che di solito gli individui non trascorrono molto tempo a contatto con il suolo, dove si depositano i batteri delle scarpe. Infatti sarebbe la prolungata esposizione ai patogeni dannosa per la salute umana. Un punto ribadito da vari studiosi. Ma ci sono anche dei batteri capaci di penetrare nell’aria che si respira.

I soggetti maggiormente esposti al rischio di infezioni da batteri sono i bambini ed i soggetti immunodepressi. Cioè quella categoria con difese immunitarie indebolite, che non possono così contrastare eventuali focus infettivi.

Quindi per scongiurare ogni rischio di infezioni questi soggetti devono vivere in ambienti domestici sottoposti ad un rigido controllo igienico. In questi casi, togliersi le scarpe prima di entrare in casa è una sana abitudine.

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